venerdì 26 febbraio 2016

La Bambina, Koji Suzuki e i genitivi oggettivi e soggettivi

Certe cose succedono perché devono succedere, inutile girarci troppo intorno e chiedersi il perché è il per come.
Succede che l'influenza di capita tra capo e collo, e non contenta va anche un po' più giù, a farsi un giretto tra i bronchi, e tu tossisci da far invidia a un'eroina di un romanzo russo. Succede che ti senti come se ti fosse passato sopra un autotreno in stile Duel ma ugualmente non ti viene il febbrone -quei bei febbroni di quando eri piccola, che ti costringevano a letto sotto le coperte e la stanza in penombra e immagini slegate dovute al delirio ridens

giovedì 11 febbraio 2016

O marcisce o fa semenza


Forse, bisognerebbe semplicemente smettere di pensare.
Forse, una buona dose di amnesia, ogni tanto, non potrebbe fare che bene.
A dirla tutta, però, non è quello che voglio. Senza memoria, senza passato, si è nulla. Un vivere presente che non costruisce radici, perché le radici risiedono in "ieri". C'è poco da fare. A meno che non si voglia edificare sulla sabbia. La qual cosa, va da sé, non è salutare.
 
Ci sono pensieri composti da immagini. Non hanno suoni, solo sfondi.
Colori falsati, come quelle vecchie pellicole da cinematografo. Un po' tremolanti, coi toni del rosso troppo accesi e il bianco che sembra panna acida.
Ci sono giorni che hanno il sapore dell'acquaragia.
E le immagini continuano