venerdì 6 febbraio 2015

Uno sguardo all'interno: struttura del castello

Uno sguardo all'interno... be', ci vuole, no?
Il mondo di Rya è un mondo reale, fatto di foreste, taverne e castelli.
Cominciamo a dare un'occhiata a questi ultimi:

Il Castello di Coucy (Francia), XIII secolo


Il castello è una residenza fortificata che svolgeva la doppia funzione di dimora di un signore o di un re, nonché di garanzia di solidità da un punto di vista architettonico, per resistere agli attacchi in tempo di guerra.
Il termine deriva dal latino castellum o castrum (fortezza), derivazione etimologicamente appropriata in quanto la costruzione a castello che si sviluppò nel Medioevo fu influenzata dai resti delle fortificazioni di epoca romana.
La prima versione di costruzioni difensive erano collinette di terra circondate da un fossato.
Conosciuto come motte (=collinetta), poteva eventualmente essere dotato di mura superiori circondate da un bastione.
Questo tipo di struttura difensiva fu molto diffusa fino al XII secolo.
Il legno era materiale molto comune, perché in grado di offrire il mezzo di costruzione più semplice e meno dispendioso, soprattutto nelle zone boschive. Ma, già dalla fine del XI secolo, gli assedi, i progressi nel campo della metallurgia e della muratura (senza contare la crescente carenza di legna) resero vitale la ricerca di un materiale alternativo.
Cominciò così la tendenza a costruire in pietra sia le mura cittadine che i castelli "veri e propri".

Mentre alcune strutture erano solo torri isolate, molte altre furono edificate con difese interne complesse.
C'erano mura di cinta circondate da fossati protettivi, attraversabili per mezzo di un ponte levatoio che poteva essere alzato dall'interno.
L'entrata al castello (un meccanismo esterno davanti al cancello) era protetta da un'inferriata sollevata meccanicamente. I cancelli erano a loro volta fiancheggiati da due torri, utili in quanto il cancello rappresentava il punto più debole delle mura.
Sulle mura di cinta c'erano parapetti sui cui si posizionavano i difensori per respingere gli attacchi provenienti dal basso.
Sui parapetti c'erano feritoie e merli: le prime erano fessure praticate nelle mura ed erano alternate ai secondi, blocchi verticali che proteggevano dai lanci infuocati.
Questi mezzi di difesa miravano a salvaguardare il cuore del castello: il torrione e il maschio, vera residenza del signore.
Quest'area non solo era il luogo in cui venivano conservati cibo e armi, ma solitamente era quella parte dell'intero complesso costruita più solidamente, in cui i difensori potevano rifugiarsi nel caso in cui venisse operato un varco nelle mura di cinta.
Le mura del torrione erano più spesse, ma mantenevano un collegamento con le mura di cinta attraverso un tunnel, molto spesso anche con un accesso a un campo vicino per permettere la fuga in caso di necessità.
A causa della preoccupazione dovuta alle devastanti armi di assedio (catapulte, mangani o baliste), i torrioni furono in seguito spostati sulle mura di cinta, cosicché il cortile che ne derivava sarebbe stato sgombro per radunare le truppe per un contrattacco.

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